I misteri della Rocca di San Silvestro

I Misteri della Rocca di San Silvestro

La Rocca Di San Silvestro e i suoi misteri. Situata nel cuore della Val di Cornia a Campiglia Marittima, fu edificata intorno all’anno mille, da una nobile famiglia del luogo i Della Gherardesca. La motivazione ufficiale della costruzione di questa fortezza militare, posta sulla cima di una collina e priva di strade di accesso, a esclusione di alcuni sentieri che attraversano il bosco circostante, e quindi praticamente inaccessibile, fu la difesa dei forni fusori per la lavorazione dei metalli. Nel XII secolo il controllo della Rocca venne affidato a una famiglia di non nobili origini che si fece chiamare i Della Rocca. L’agglomerato arrivò ad avere circa 300 abitanti. Nel corso del XV secolo iniziò lo spopolamento, la Rocca fu avvolta per secoli dalla vegetazione permettendole di arrivare ai giorni nostri  in buono stato di conservazione. Ai tempi in cui fu costruita la rocca, la sua funzione, forse, era veramente quella di difendere le miniere, o i forni fusori dove venivano lavorate quantità molto limitate di metallo,però  è difficile giustificare il fatto che, il metallo, fosse trasportato sulla Rocca, per la lavorazione, senza l’ausilio di carrucole o altri sistemi meccanici e di trasporto, per poi essere riportato a valle per essere spedito. Non sappiamo inoltre (elemento non trascurabile ) chi abitava la cosidetta “casa di mezzo”, seconda per importanza e dimensioni solo alla “casa padronale”, e situata proprio nel mezzo tra questa e le case dei “minatori/contadini”. Un indizio lo troviamo proprio inciso sul muro, a lato della porta d’ingresso, di questa casa, dove è incisa una CROCE PATENTE. La croce patente, anche se non a uso eclusivo dei CAVALIERI DEL TEMPIO, era da questi usata come una delle rappresentazioni simboliche dell’ordine. La stessa croce era incisa, prima di essere stata (volutamente?) rovinata a martellate o tramite un oggetto appuntito, sul muro a fianco dell’abside della magnifica chiesa romanica posta all’interno della Rocca. Che dire poi del GEROGLIFO inciso sulla roccia, di fianco alla porta d’accesso del palazzo padronale, molto simile per struttura a quella presente in molti ALFABETI MAGICI in uso nel medioevo?. Anche la stessa vegetazione che pervade la Rocca rappresenta un enigma. Pare infatti che le erbe e le orchidee che nascono intorno alla rocca, siano erbe e fiori originari dell’Oriente, usati a scopo medicamentoso che potrebbero essere stati importati prorpio da quell’Oriente dove i CAVALERI DEL TEMPIO esercitarono la loro missione per diversi anni. Ci sono poi addossate alle mura esterne, una serie di case più ampie e comode delle case dei minatori che sono tra loro collegate. In questo caso ci viene in aiuto una leggenda, dove si narra che queste case avrebbero ospitato i TEMPLARI perseguitati da Papa Clemente dopo lo scioglimento dell’ordine. Se ciò fosse vero significherebbe che, i TEMPLARI, abitassero già da tempo la Rocca.Questo spiegherebbe anche chi avrebbe importato le erbe medicamentose citate in precedenza.In sintesi una struttura di siffatta natura quale è la rocca, così fortificata, strategicamente piazzata in un punto quasi inattaccabile, doveva per forza di cose, proteggere qualcosa di molto più importante di una attività legata alla lavorazione del ferro.Sulla roccia del pavimento d’entrata alla Rocca è inciso, in modo evidente un triplice quadrato unito da quattro linee.Questa incisione è stata interpretata diventando così il “simbolo” dellla Rocca stessa, come il “gioco del filetto” inciso dalle guardie del castello. Stranamente però gli stessi archeologhi, che hanno rinvenuto la stessa incisione nella zona del Monte D’Elio nelle Puglie, hanno interpretato l’incisione come un simbolo raffigurante la TRIPLICE CINTA SACRA, utilizzato dai TEMPLARI per segnalare la loro presenza o il loro passaggio. Tutte queste considerazioni portano inequivocabilmente in un’unica direzione: L’ORDINE DEL TEMPIO.

Gianfranco De Maria

Rocca Triplice Cinta

Triplice Cinta

la rocca

Croce Patente