PRINCIPATO DI PIOMBINO

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PRINCIPATO DI PIOMBINO2017-09-25T05:43:45+00:00
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PIOMBINO

Principato di Piombino nasce su di un promontorio che porta il suo stesso nome;la città si sviluppa su di una zona formata in passato da diversi corsi d’acqua che si estendevano per tutta la pianura dando vita a due stagni:quello delle Monache o di Piombino e quello di Rimigliano. Con il passare dei secoli questi due stagni si trasformarono in paludi e solo un massiccio intervento di bonifica riuscì a risanare la città.Piombino è ancora intrisa delle memorie del suo glorioso passato,in ogni angolo della sua città si ritrovano testimonianze sia del primo periodo etrusco che dei tempi del Principato di Piombino,di cui era la capitale.I primi ad abitare l’antica Piombino furono sicuramente gli Etruschi,che fondarono sul versante Nord del Monte Massoncello del promontorio di Piombino,l’antica Populonia. Populonia è profondamente correlata con la città di Piombino tant’ è che lo stesso nome ” Piombino ” sembra derivi da ” Populino ” cioè piccola Populonia;ma non solo la stessa nascita della città,così come la conosciamo oggi ,può essere fatta risalire  al periodo medioevale quando Populonia fu spesso attaccata e depredata e questo fece si che i molti abitanti fossero costretti a spostarsi verso il porto Falesia,che si trovava proprio sul promontorio di Piombino,buttando così le basi per quella che sarebbe diventata  la futura città di Piombino.Prima del 1000 non si trovano tracce storiche dell’attuale Piombino se non riferendosi
a quelle dell’etrusca Falesia.Presso il Porto vecchio passava la via romana.Dell’antica Falesia vi è una
descrizione alquanto sommaria nell’itinerario marittimo di Rutilio Namaziano,lo storico poeta romano del V secolo.In tale itinerario si parla del villaggio dello stesso nome e dello stesso stagno pescoso che era allora separato dal porto.Il documento più antico nel quale appare il nome di Piombino è un diploma di Ottone I del 18 Aprile 969.Con tale atto legale si faceva donazione da parte dell’imperatore,a persona a lui fedele,di beni situati in agro .Un altro strumento è quello del 26 Settembre 114 pubblicato dal Muratori.Umberto,abate di San Giustino di Falesia rinunziava con tale atto a favore dell’Opera Primaziale di Pisa a case e terre poste dentro e fuori le mura di Piombino.Con un secondo strumento lo stesso abate in data 22 Gennaio 1135 cedeva a Umberto Lanfranchi Arcivescovo di Pisa altri suoi beni.Da
questi due atti si rileva che a quel tempo Piombino aveva già una rocca con mura attorno al Castello,per modo che si può fissare l’origine di questa città,ad un tempo alquanto anteriore al secolo XII.Molto importante per il futuro sviluppo della città fu l’anno 1022 quando sei monaci Benedettini fondarono il monastero di San Giustiniano a Falesia proprio nei pressi del porto Falesia.Questi sei monaci altri non erano che sei figli del conte Tedice componente della nobile famiglia che poi prenderà il nome di ” Della Gherardesca “. La presenza di questo monastero,che aveva a disposizione non poche rendite fondiarie,favorì e incrementò notevolmente lo sviluppo delle attività dei pescatori e dei naviganti ed anche il lavoro di diversi artigiani e operai;già in questo momento è possibile scorgere quella che sarà la futura comunità che darà vita a Piombino.Nel XI secolo vede la parte nord del promontorio di Piombino ospitare i resti dell’antica città di Populonia ed un altro importante monastero,quello di San Quirico,anch’esso Benedettino come il sopra citato monastero di San Giustiniano che si trovava sul lato a Sud del promontorio,dove erano ubicati il porto Falesia e la Rocchetta.Quando l’abate Umberto del monastero di San Giustiniano decise di cedere parte dei beni del monastero all’opera della Primaziale Pisana di fatto la città diventò soggetta alla Repubblica di Pisa e ,per interessi della stessa Pisa,diventò il secondo porto della Repubblica Pisana,di conseguenza anche l’abitato che si era sviluppato intorno al monastero,che ormai era diventato una città,fu provvisto da mura di cinta poste a difesa dell’importante scalo industriale che serviva a Pisa soprattutto per i traffici di minerale con l’isola d’ Elba.Le mura di fortificazione erano provviste di due porte ,la Porta a Mare,a noi arrivata distrutta e la Porta a Terra visibile ancor oggi.Il passaggio da cittadina dominata dall’Abbazia a comune libero avvenne nel XII secolo,periodo in cui la città si dotò di proprie istituzioni e regolamentazioni.I documenti rinvenuti narrano che nel 1283 Piombino fu investito da una flottiglia genovese comandata dall’ammiraglio Corrado Doria,ma subito si scontrò con quella pisana composta di

40 galee nel Porto vecchio di Falesia.Tale scontro fra pisani e genovesi fu il preludio a quello memorabile della Meloria del 6 Agosto 1284.Dopo quella battaglia navale molti pisani furono accolti esuli in Piombino e quivi si fortificarono.Ma nel 1289 Guido Montefeltro podestà e capitano generale di Pisa inviò a Piombino gente armata per atterrare le loro torri e abitazioni.La storia di Piombino comincia ad interessare dall’anno 1399 in poi.Il 19 Febbraio di quell’anno la città di Pisa
fu consegnata al Vicario del Duca di Milano in nome del quale vennero presidiate le fortezze della città;furono pagati a Gherardo d’Appiano signore di Piombino,centomila fiorini e gli fu data garanzia per altrettanta somma.Questi,imbarcandosi sopra una galea armata si fece trasportare in Piombino che destinò a residenza della sua signoria.Col nome di Gherardo d’Appiano fu primo signore di Piombino;ne formò uno stato per se e per la sua discendenza.Alla sua morte gli successe la moglie Donna Paola Colonna per testamento del suo defunto marito,e a quella di lei successe il figlio Iacopo,che prese il nome di Iacopo II d’Appiano sotto la protezione della Repubblica di Firenze che gli fu larga di benefici e di appoggi.Questi non ripagò il bene ricevuto e fu talmente ingrato che nel 1431 si alleò col duca di
Milano nemico della Repubblica Fiorentina mentre questa si trovava in guerra contro quella di Siena.I rapporti si fecero migliori in seguito e si ristabilì l’antica amicizia.La dinastia degli Appiani si mantenne in Piombino fino all’anno 1594 finche Iacopo fu creato principe dall’Imperatore Rodolfo II,e lo stato di Piombino eretto in Principato.Quando il 24 Marzo 1634 si estinse la dinastia degli Appiani,l’Imperatore Ferdinando II e Filippo IV re di Spagna investirono del feudo di Piombino don Nicolò Ludovisi principe di Venosa.Il principato venne a cadere e ad estinguersi nell’estate del 1801 allorche i francesi si impadronirono del territorio e dell’isola d’Elba per aggregarli all’Impero francese.Il 16 Agosto Napoleone assegnò a Piombino e il restante territorio a sua sorella Elisa moglie di Felice Baciocchi.I coniugi col trattato di Bologna del 26 Giugno 1805 furono nominati principi anche di Lucca.Alla caduta di Napoleone il Principe don Luigi Buoncompagni reclamò al congresso di Vienna la sovranità su
Piombino ma fu deciso che questo fosse incorporato nel Granducato di Toscana.

PRINCIPATO DI PIOMBINO

Piombino

Le fotografie sono di Luigi Giovannardi ,collezione Valerio Guerrieri,conservate presso l’archivio storico di Piombino.Il testo e’ tratto da il libro ” Sue e giù per la Costa etrusca,i dintorni e l’isola d’Elba ” di Sirio Saggini.