Palmaiola

Palamiola è una grossa rupe di forma triangolare con le pendici in ogni lato scoscese . Ha l ‘ ossatura calcarea con frequenti venature di spato e tracce di cristalli quarzosi . Vi sono cespugli di mortella e atri arbusti ( neffrutici ); in alcuni ripiani è vagamente smaltata di viole . Vi nidificano i falchi , le rondini , i passeri solitari e qualche uccello marino , sono altrettanto presenti  rettili come il Tarantolino , il più piccolo e raro geco europeo, e un fenotipo locale di lucertola muraiola .

Fino a qualche decennio fa quattro fanalisti si davano ogni 15 giorni il cambio per il servizio , poichè l isolotto era  adibito al solo uso di faro . Non fu cosi’ nel passato , quando sulle cime ebbe una torre costruita dagli Appiani  a difesa e vigilanza del canale di Piombino ; non fu cosi’ nel Medioevo , quando , dai pisani , fu adibito allo stesso scopo militare degli Appiani e all ‘inizio anche alla coltivazione della palma . Più anticamente ancora , se non a dimora , fu adibito a qualche altro uso dagli etruschi che gli lasciarono il nome usato ai tempi di Plinio e forse anche dopo ,finchè l ‘importanza della palma non impose il nuovo di Palmaiola che tradotto significa isolotto produttore di palme .

Pare che i primi a sfruttare l ‘ isolotto nel medioevo fossero i medici dell Abbazia di Falesia a Piombino , e lo ereditassero dai fondatori , donatori e poi padroni del monastero , sei conti della Gherardesca . Un secolo dopo , già l arcivescovo di Pisa era venuto a partecipare dei diritti dei monaci e si trovò in contrasto con Calcisiana , vedova del nobile Vernaccia .Calcisiana passò a nozze col marchese di Corsica e venne a patti con l ‘arcivescovo , l ‘abate e gli abitanti di Piombino , rinunziando ai suoi diritti il 25 Febbraio 1150 . Tra gli altri vi erano quelli su Palmaiola .Nel 1171 anche Marzucco Gaetani vantava dei diritti su Piombino e Palmaiola ricevendone un pegno di lire 284 da un certo Lambertaccio , a nome però dell arcivescovo .

Attualmente l isolotto di  Palmaiola,  di proprietà dello Stato , con una superficie di circa 8 ettari e un altitudine massima di 85 metri, si presenta come un luogo disabitato dove un sistema meccanico che fa funzionare il faro ha reso inutile la presenza dell ‘ uomo .

Fonte : Storia e guida ai comuni Toscani di Giorgio Falossi conservato presso l’archivio storico del comune di Piombino , foto di Gianpiero Vaccaro