La città dei vivi

La città dei vivi, così è stata definita la clamorosa scoperta degli archeologi alla base di Poggio Castello a Baratti dove sorgeva l’antica città di Populonia. Una scoperta resa possibile durante i lavori di ripristino della strada dopo l’alluvione del 28 ottobre 2015. Che le case degli etruschi nella città di Populonia ci fossero era risaputo, ma la stranezza era che non se ne fosse mai trovato traccia. Necropoli, laboratori per cuocere il minerale proveniente dall’isola d’Elba, templi in tutte le salse, ma abitazioni, botteghe non ne erano mai state trovate. Eppure le carte storiche, erano abbastanza chiare su questo punto, in alto sul promontorio c’era l’acropoli ed infatti è stata trovata, in basso la città dove abitavano gli antichi etruschi vicino al mare. Finalmente in maniera del tutto imprevista e casuale un piccolo pezzetto della città è stata trovata alle pendici di poggio Castello proprio durante i lavori di sistemazione causati dall’alluvione dell’ottobre scorso e subito definita la città dei vivi dagli archeologi. Lo scavo si è concentrato su un vano che si pensa fosse adibito ad uso magazzino, dove sono state trovate grandi orce di terracotta, e grandi sacche di materiale deperibile, contenenti chicchi di orzo e grano in grandi quantità, che appaiono carbonizzati e che fanno pensare che l’edificio venne distrutto da un incendio, i ruderi interrati e quindi mantenuti come a Pompei. L’importanza di questo materiale potrebbe portarci a comprendere quale fosse la base economica dell’agricoltura locale dell’epoca. La casa conservava i muri fino a due metri di altezza dalla base, le parti superiori erano di mattoni crudi. Nelle vicinanze sono apparse anche quelle che sembravano mura di cinta della città bassa quella chiamata appunto La città dei vivi. Insomma una scoperta di tutto rispetto, di quelle che capitano molto di rado. Una serie di evidenze sicuramente eccezionali per gli archeologi, che offriranno in prospettiva opportunità di soluzioni per i lavori futuri su questa area. Gli scavi sono solamente agli inizi ma già promettono molto bene. Il carburante turistico per la nostra zona non manca veramente mai. NB. la foto dell’articolo è stata presa dal telegiornale di Rai Tre regionale del 24/02/2016 edizione delle 19,30.